giovedì, settembre 30, 2004
cazzi miei
Cyber e i due giorni folli dell'estate indiana (versione integrale)
Cyber sta per cimentarsi in questo lungo resoconto autobiografico. Cyber vuole chiarire che fatti, persone e luoghi sottocitati sono assolutamente reali. Cyber consiglia la lettura a un esclusivo pubblico di fancazzisti nullafacenti, poichè vista la lunghezza del post, il lettore abbisognerebbe di almeno tre ore libere per la lettura.
Cyber non si ritiene responsabili di eventuali cause civili intentate dai lettori contro gli elementi citati in questa narrazione. Avvisa anche che alcuni dettagli sono stati volotariamente omessi per questioni di privacy (ahaha).
Grazie.
La stagione cambia, le giornate si accorciano e per Cyber è tempo di ricordi e nostalgia. E' anche settimana di ciclo quindi stando a casa e non avendo un cazzo da fare, mi viene da pensare ai bei tempi. Mi viene in mente quindi, una delle mie ultime estati da single, drogata e ninfomane. (Vabbeh, quello dura ancora oggi).
Tekitha era ancora viva e nel pieno della sua vitalità. Io passavo l'estate cercando di soddisfare tutte quelle voglie che d'inverno mi erano vietati, causa studio. (Essì, io sono sempre stata una feroce secchiona e succhiona). Era l'estate precedente al concerto miliare di Manu Chao, il concerto che me lo fece assurgere al ruolo di fottuto no global in quanto pagai 45 euro per il biglietto. Era l'estate precedente anche al concerto dei Verdena, che non ricordo manco che faccia abbiano visto che si trattò di un concerto parecchio etilico.
Era insomma una delle ultime estati tranquille, in compagnia delle mie amiche, nei luoghi di sempre.
In quel periodo io e la mia amica Ibi, aggiungo migliore amica sennò si offende, eravamo molto spregiudicate, nel senso hippie del termine però. Non eravamo puttanelle, in quanto il maschio bipede ci lasciava del tutto indifferenti (tranne rare occasioni da spiaggia); eravamo invece in cerca di divertimenti perenni, grandi diversivi che ci distraessero a lungo dai più cupi pensieri (maturità, università, addio alle armi ecc...). Ibi faceva la spola in autostop dalla sua città alla mia e io ricambiavo accompagnandola quando si faceva notte inoltrata. Era quindi un insensato viavai in autostop a qualsiasi ora del giono e della notte, però a noi ci divertiva. E poi dicono che i giovani non si divertono più.... basta così poco! Dopo anni di autostop, farlo da sola è uno skazzo tremendo, ma farlo in compagnia può diventare un'avventura. Insomma, un giorno sedute sotto il sole estivo del primo pomeriggio, nella città di Ibi, in attesa che qualcuno passasse e mi caricasse per portarmi a casa, Ibi sbuffa e mastica i suoi infiniti capelli neri.
Mi guarda dal basso con quello sguardo da leucemica dovuta al fatto che ha la mania di togliersi le sopracciglia.
"Dai cazzo, inventiamo qualcosa di figo!" dice con un nuovo accento indistinguibile. (Ha la lingua camaleontica, parla con qualsiasi cadenza italiana e dell'est europeo).
Insomma il succo era: strafottiamoci! Fu così che da questa provocazione, esplose la nostra estate indiana!
C'era a quel tempo un losco figuro che frequentavo spesso, un vecchio reduce del mio istituto poi salito alla gloria all'Accademia d'Arte (come spacciatore non come studente). Un defender di quelli innocenti, che ascoltano sano vecchio metal tipo Iron Maiden o Deep Purple. Capelli biondi a caschetto, il chiodo alle due di pomeriggio (ad agosto) i soliti jeans stracciati e attillati. Lui ha un soprannome tanto sputtanato, ma tanto tanto tanto sputtanato che se lo scrivo qui mi scopre subito e mi querela. Lo chiamerò quindi Ellapeppa in base a varie considerazioni fatte or ora.
Insomma per farla preve, Ellapeppa era lo spacciatore di fiducia della nostra crew di disgraziate alcoliste cannabinoidi. Quel pomeriggio, tornando a casa sconvolta dal caldo, da chi mi aveva dato un passaggio e dai martini della sera prima, decisi di agire in fretta e chiamai Lety.
"Stasera andiamo in spiaggia che viene Ibi?" le chiedo.
"Certo!". Bisogna dire che il coraggio e la forza di carattere di Lety non sono mai venuti meno in anni e anni di amicizia.
Chiamo Dà.
"Se viene Lety andiamo in spiaggia stasera? Viene pure Ibi, stiamo da te?"
"Certo!". (Su questo non commento).
Chiamo Ellapeppa.
"Ti va una spiaggiata stasera? Porta qualcuno"
"No" dice il defender dispiaciuto, "stasera non posso, però ci vediamo domani".
Infine chiamo Ibi.
"Dai vieni stasera che stiamo a casa di Dà in spiaggia".
Ibi è già fuori di casa col pollice in alto prima che io abbia riappeso la cornetta. Ecco che poi nel tardo pomeriggio arriva, scocciata per le avances di un culturista che l'aveva caricata in macchina. Dopo vari tira e molla coi miei (Restate a cena - No! - Si! - No! - Si! - Ciao mà!) finalmente usciamo per iniziare una serata che non appariva poi così tanto trasgressiva.
Come mi sbagliavo. Lo intuii quando arrivati a casa di Dà al mare ci infilammo al market vicino per comprare la panna montata.
2.
A questo punto è necessario divagare un po' sulle manie modaiole della crew di disgraziate fetenti. Tra noi c'era molto rispetto per gli schizzi di follia altrui, praticamente se una girava con le mutande in testa si guadagnava un laconico "Figo, alternativo!" e per il resto veniva ignorata. Stampatevi bene in testa le immagini che evocherò nella vostra mente, perchè alla fine non le riconoscerete manco voi.
Da', figlia di un padre industriale dal discutibile peso di 120 chili di cui io ero follemente innamorata (la costrinsi a mostrarmi le mutande del padre e piansi di gioia quando scoprii che erano mutande thailandesi), è una bella personcina. Soprattutto lo dicono i maschi guardando la sua sesta di tette che lei per ingenua innocenza non fa altro che sbandierare al mondo. Con i lunghi capelli rosso pomodoro e bianca come lo sfondo di questo blog, bassa un centimetro più di me e tutta morbidosa, Dà prediligeva vestiti fashion a quelli più alternativi che le proponevo continuamente di rubare nei negozi. Così me li passava a me se non le piacevano, ma è stata così fessa solo poche volte.
Quindi andava in giro con gli zoccoletti da star, i pantaloni neri tutti attillati e le magliette abbondantemente strizzate sulle zinne. Accanto a lei io sembravo un manico di zappa in preda all'alzheimer poichè i miei abbinamenti erano famosi al tempo come frutto di uno scompenso cerebrale. Prediligevo i pantaloni anni '70, quelli a zampazampazampa oppure i pantaloni da punk con fantasia scozzese e tanto di catene sul culo che a sedermi ogni volta mi scheggiavo l'osso sacro. Sono sempre stata una pallidona di natura, anemica per giunta, quindi ero più bianca dello sfondo di questo blog. (Sono sempre stata più di tutti IO!).
E accentuavo la cosa con trucchi osceni e magliette made in domo, ovvero ideate e realizzate personalmente da me. Grazie a dio mia madre bruciò l'armadio un anno dopo.
Nonostante ci fossi io con le mie manie psicotiche, Ibi era ancora più confusa di me, infatti andava in giro come l'ultima delle luride accattone di periferia ma se andavi a controllare l'etichetta dei pantaloni erano Versace e la maglietta era Moschino. All'inizio si è presa litri di sputi da parte mia, ma poi ho capito che per lei, la marca ha un significato così profondo che io non potrò mai riuscire a capirlo quindi ho lasciato perdere. In ogni caso lei si può permettere tutto visto che è una figona stellare, senza sopracciglia certo, ma è pur sempre una gattona con gli occhi verdi e i capelli neri. Infine Lety, la persona più seriosa del gruppo che tirava fuori la bottiglia quando meno te lo aspettavi, una delle rimorchione più stupefacenti che io abbia mai visto. Come rimorchia Lety è un mistero della biologia, veramente andrebbe studiata. A lei basta girarsi il piercing al naso che due maschi allupati cadono a terra in preda alle convulsioni chiedendo di toccare la sua carne. Anche lei come Dà è morbidosa e pallidona, con i capelli nero corvino e piercing tattici sparsi qui e li, sempre vestita di nero pure per dormire.
Insomma, queste eravamo noi e se non ci fossimo state noi in quel mondo in quel periodo, che noia sarebbe stato eh!?
Comunque tornando alla panna montata......
Quella fashion victim di Dà ha pure due case nella spiaggia più allegra e giovanile della costa quindi noi ci aspettavamo di rimorchiare frotte di turisti sprovveduti. Il Dio della Panna Montata però aveva decretato altrimenti, così andate a casa a preparare una cena a base di nachos piccanti, pringles, nutella e panna montata ci siamo ritrovate a bere più vino del necessario e..... La solita provocatoria Ibi a un certo punto ha afferrato Dà e la panna montata e le ha shakerate insieme. Ne è venuta fuori una Dà agitata e unta ma tutta da leccare, cosa che Ibi ha iniziato e noi abbiamo finito. Solo che abbiamo finito di leccarla in camera, dove in preda all'estasi delirante data dal vino, ci siamo messe pure a leccare la panna dai comodini, allupate come nutrie di fiume.
Sorvoliamo sulle due ore successive e arriviamo al punto in cui, completamente ubriache e con la lingua atrofizzata ci troviamo per strada, nel buio totale della strada costiera dirette (a zig zag) verso il centro della città.
Ovviamente, su 7 km che c'erano da fare, ne abbiamo fatto a malapena mezzo. Lety e Dà erano infatti impegnate a tirar fuori Ibi dai rovi in cui era caduta e in cui continuava a cadere appena la rimettevano in piedi. Io, ignara di tutto, credevo di aver camminato per ore facendomi un sacco di film tossici in testa, finchè mi sono accorta che in realtà ero ferma da mezz'ora nello stesso punto e ignoravo totalmente le altre che alle mie spalle lanciavano urla e malediioni e bestemmie verso di me.
Proprio quando infine Ibi riemerge dai rovi, piangente e strappata, sommersa di insulti e sputi pure lei, ecco che arriva un'auto. Per essere certa che si fermi, mi metto in mezzo alla strada pronta a ballare la macarena ma per fortuna l'auto si ferma pure senza il mio spettacolo. Dentro ci sono due ragazzi e due ragazze che ci guardano chiedendosi da quale ospedale siamo fuggite. Ecco che quindi arriva Ibi, traballante su quei tacchi da 89 cm e con i vestiti a brandelli che, con un accento bolognese perfetto inizia a implorare questi matti perchè ci carichino in auto. Ovviamente, dietro non ci stiamo tutti ma Lety ha una delle sueidee geniali. Lei finisce in braccio al ragazzo dietro, Dà sopra la ragazza di lui e io sopra Ibi che sta perdendo sangue da qualche parte (colpa dei rovi). La radio manda Buffalo Soldier e siccome è uno dei nostri eroi dell'infanzia gli rendiamo tributo cantando a squarciagola.. I due maschietti, contagiati infine dal nostro coro goliardico, si mettono a cantare con noi. Arrivati in centro, ci abbandonano davanti al locale destinazione della serata. Li salutiamo affettuosamente, soprattutto le ragazze con vari gupja e curva e nasdrovije, poichè abbiamo saputo che i deu birichini erano andati a puttane e quelle due erano squillo rumene.
Purtroppo il buttafuori, attirato dai nostri schiamazzi amichevoli, ha subito addocchiato Ibi e le sue foglie tra i capelli, ridotta come la piccola fiammiferaia ubriaca che a un certo punto si stende in mezzo alla strada e inizia a delirare.
Il pirla ci vieta l'ingresso finchè non vede Ibi in saldamente in piedi con i propri occhi, quindi ci tocca andare acercare un bar aperto per far bere alla stronza etilista almeno 700 caffè amari.
Ibi è così fegatosamente mal ridotta che ci si mette pure la padrona del bar a pregare che si prenda ancora un caffè. Tutte queste insistenze fanno tornare alla mente (misteri) quel puttaniere del suo ex, così si mette pure a piangere come se non bastasse il suo stato di ubriachezza molesta.
3.
Un'ora dopo siamo di nuovo davanti al locale e dopo un attento esame del pirla steroidato all'ingresso, finalmente siamo dentro! Dà e Lety spariscono subito in pista e a me tocca tenere dritta Ibi, cosa abbastanza difficoltosa visto che nonostante i mille caffè continua a piangere, a leccarmi la faccia e a chiedermi una canna che non ho. Veniamo subito circondate da maschi allupati che vedono Ibi preda facile delle loro perfide mire (che stronzi i maschi!); in realtà, solo uno di loro riesce a sfondare il nostro (misero) muro protettivo e si trova così il tesoro agognato fra le mani. Ovvero, la lingua di Ibi in bocca e una mia chiappa in mano. Purtroppo la pomiciata di mezz'ora, da modo a Ibi di vederlo meglio da vicino e si rende conto che non è esattamente il suo tipo, visto che è un pelatone di 90 anni vestito da fighetto in un locale pieno di buzzurri.
Per liberarsene, Ibi pensa bene di usare la sua lingua su di me e così il tipo, dopo varie e inutili insistenze, capisce di essere andato in bianco e se ne va mesto a meditare sui perchè della vita. Ibi non contenta scatta in piedi e in preda al delirium tremens si aggrappa a un fighetto che stava passando in quel momento mano nella mano con la sua ragazza. Rischiando il linciaggio, non lo molla e continua a chiedergli di tutto e di più, compreso di fare una canna sennò inizia a piangere. Pochi minuti dopo la liberazione dell'abbordato, ecco che arriva il pirla buttafuori, proprio per buttarci fuori visto che il fighetto non era figlio di maria e aveva fatto la spia.
Sbattute fuori da un armadio di insensibilità, passiamo mezz'ora a bestemmiare contro Lety e Dà che non sentono il cellulare e che sono rimaste ancora dentro a farsi bellamente i cazzi loro. Una volta uscite, mi danno pure della cretina per non aver tenuto occupata Ibi con ogni mezzo! Amiche eh!
Comunque visto che si sono fatte le cinque del mattino e Ibi avverte un certo gonfiore ai piedi oltre che al fegato e alla vescica, riprendiamo la strada del mare sognando il letto.
La mattina dopo è un'isteria collettiva. Nel bel mezzo della notte mi sono svegliata e ho visto una sagoma sulla porta della camera, la sagoma di un uomo con un'accetta. Impaurita, mi sono incollata a Dà e le ho dormito praticamente sopra poichè non poteva sfuggirmi visto che eravamo tutte nel letto matrimoniale. Al mattino per tranquillizzarmi, Dà mi fa vedere la porta di ingresso che ovviamente è aperta. Il pranzo - colazione finisce come la sera prima a base di panna e vino, con la variante del gioco dei morsi alla lingua. Tu scappi e se ti acchiappo ti morsico la lingua. Per sfuggire alla mia punizione Dà si è perfino spaccata il cranio contro lo stipite di una porta.
Di pomeriggio finalmente arrivano i cazz... ehm, gli uomini. Ovvero Ellapeppa tutto solo soletto con il suo chiodo e le sue canne.
Ibi finisce col fargli provare il gioco della panna, siccome però era finita, l'ha leccato pure senza mettercela e alla fine abbiamo ceduto pure noi e siamo finite tutte in camera da letto a sollazzarci con il povero defender. Lui poverino non sapeva che fare quindi non fece niente! Finiti gli strombazzamenti a cui io e non ricordo chi non abbiamo preso parte (carino si, ma non fino a quel punto), Ellapeppa fugge gioioso saltando come l'eroe dell'olio cuore e dandoci appuntamento al solito posto per le undici della sera.
Luride, con residui secchi di varie cose sul corpo, gli occhi rossi e pesti, gli abiti a brandelli, l'alito degli alcolisti, ci rimettiamo di nuovo per strada al calar delle tenebre.
Qui inzio a perdere colpi. Siamo arrivati al solito posto e troviamo Ellapeppa in compagnia di un amico TERRIBILE di cui decretiamo subito una serata in bianco. Restiamo a far quattro chiacchiere in attesa di non ricordo cosa ed ecco che arriva uno sconosciuto SUPERFIGO a salutare i due. Noi visibilmente interessate ci raccogliamo intorno a lui, che per prima cosa (deformazione professionale) ci offre erba e/o ecstacy. Fu così che conoscemmo un VERO indiano in quell'estate indiana!
Govinda infatti, era nato e vissuto a Goa fino ai primi anni dell'adolescenza. Figlio di padre inglese (che l'ha ripudiato, infatti ha il cognome della madre) e di madre italiana (morta di epatite a Goa), Govinda è stato rimpatriato dai nonni materni e portato in quel buco cittadino che secondo i vecchi, doveva essere un posto tranquillo per levargli dalla testa le ideologie hippie apprese in India. Ma lui, da vero fumatore di pakistano iniziato alle gioie del fumo dalla mdre stessa a 13 anni, non accetta di trovarsi sperduto in un mondo competamente diverso. Decide di diventare così uno dei più forniti spacciatori della costa.
"Vieni con noi!" gli dice Ellapeppa. "Si dai vieni con noi!!!" incitiamo noi passerotte con la bava alla bocca. Così poco dopo, eccoci in spiaggia. Io, Ibi, Dà, Lety, Govinda, Ellapeppa e l'Orrido che manco so come si chiama. I tre amici di Govinda purtroppo, non so perchè o forse me lo immagino, furono allontanati in fretta e fuoria al momento di salire in macchina.
In spiaggia, scene da arancia meccanica.
Io e Lety che fuggiamo dall'Orrido, Dà che si rotola con Govinda sulla sabbia, Ibi che si fuma le canne di Ellapeppa. E poi io e Ibi che slinguacciamo allacciate e l'Orrido che ne implora un po' per se, Lety che stupra Ellapeppa, Dà che continua a rotolarsi con Govinda sulla sabbia. E poi ancora Ibi e Govinda contro un muro, io e Dà che slinguacciamo allacciate e l'Orrido che piange, Lety ed Ellapeppa ormai fusi in un unico corpo. E poi io e Govinda, Ibi che fugge dall'Orrido in lacrime, Dà che fuma una canna, Ellapeppa e Lety che ormai non se li fila più nessuno.
E da qui in poi, mi autocensuro perchè successe una cosa che è meglio non dire in questa sede.
Finirono alle sette del mattino quei giochi indiani con un vero indiano in quell'estate indiana. Purtroppo ci fu anche un intermezzo poliziesco quando la polizia ci vide in condizioni deplorevoli lungo il passaggio del mare e si fermò per assicurarsi che quei tre brutti ceffi con precedenti penali non ci avessero stuprato.
Govinda ci frequenterà per un po' di tempo ancora, mettendosi insieme a sopresa a Lety ma non disdegnando noi altre. L'Orrido, offeso, snobbò Ellapeppa e lo snobbai pure io Ellapeppa visto che Govinda aveva forniture migliori.
Dà dovette giutificarsi con quel pezzo di merda del suo ormai ex e Ibi tornò a casa piangendo sui suoi distrutti pantaloni di Versace.
Io..... io poi conobbi un hare krishna che mi ribattezzò e che ribattezzò anche Ibi..... e poi la casa occupata e l'ereditiero polacco che non parlava italiano..... ma queste sono altre storie!
The End
CyberPussy at
09:39 | commenti (10) |
cazzi miei
mercoledì, settembre 29, 2004
delirium
Avevo pensato di farvi un piccolo corso sull'importanza del ciclo nella donna, ma poi ho pensato che forse siete abbastanza grandi per capirlo da soli. Se però non sapete perchè una volta al mese sputacchiamo sangue e perchè le leggende metropolitane vietano il sesso durante il ciclo, chiedete alla vostra prof di sessuologia di fiducia (io) e vi saprò illuminare meglio.
Vi piacerebbe sapere che cosa fa squagliare una donna a letto? Quelle cose veramente porche che tutte noi donne agnognamo di fare ma che vergognamo a chiedere? Chiedete, chiedete figliuoli!
Oggi forse uscirò dopo questi giorni di ristagno sul divano, ho deciso che mi cimenterò nel superenalotto. Visto che ho una cosa molto simile alla fortuna quando gioco ai cavalli, forse mi va di culo anche con i numeri. Non ho mai giocato quindi ho diritto alla fortuna del principiante!
Oggi dovrei anche cominciare a sentire le agenzie di volo per conoscere i prezzi a Natale visto che tutti vogliono andare ad Amsterdam ma nessuno si degna di mettere in moto la pratica. Io però mi informo solo sui voli, del resto non me ne frega niente perchè io ad Amsterdam non ci voglio andare. Mi fa cagare! Si, potete dire tutto quello che volete ma Amsterdam è bella a settembre perchè i suoi colori sono quelli di fine stagione, sono belle le sue case storte, le sue piste ciclabili e l'asfalto di sanpietrini..... Ma a Natale ad Amsterdam ci vai solo se sei un tossico, come il mio uomo e gli amici suoi!
Io vorrei tornare a Berlino ma sono sola contro tutti. Nessuno capisce la bellezza profonda di quella città, la magia che la pervade il periodo di Natale, l'allegria che si respira al centro e nei pub..... La birra tedesca.... i wurstel.... le cotolette al latte e formaggio......Che nostalgia.....Voglio andare a Berlino a Natale! Io manco mi faccio le canne, che ci vado a fare ad Amsterdam???
Beh, comunque prevedo che userò questo desiderio negato per l'estate che arriva, lo rispolvero in vista del ferragosto oppure per il prossimo Oktoberfest. Addirittura per la Love Parade, sempre che non la cancellino come hanno fatto questa estate.
Per quel che mi riguarda ne ho abbastanza di gite in barca e degli odori della costa laziale. O Sardegna o niente e se si va fuori dall'Italia, o Danimarca o Germania, dell'Olanda ne ho abbastanza!!!
Ho in serbo per voi una storiella piccante che mi è tornata in mente ieri sera e sfidando le leggi sulla privacy altrui, credo che ve la racconterò molto presto. Auf Wiedersehen!
CyberPussy at
12:27 | commenti (8) |
delirium
martedì, settembre 28, 2004
delirium
Così di punto in bianco mi rode il culo.
Oggi però sono giustificata, sono isterica per il ciclo. E per tutte le conseguenze che derivano da questo. Se non sapete quali sono queste conseguenze non sarò certo io a sprecare i tasti della mia keyboard per spiegarvele.
Keyboard, notare che solo io posso usare sciccosamente queste parole da represso computeraro maniaco.
Per restare in tema, ho deciso che vi gratificherò di una personalissima e inedita lista delle cose che, oltre al ciclo, mi fanno rodere il culo.
+ gli assorbenti. Dico io, spendono miliardi in pubblicità di merda dove un rincoglionito manda la palla in faccia a un mostro dai milletrecento denti...... Spendono soldi in pubblicità grette e insulse per dire che l'ultima novità sono gli assorbenti che respirano dotati di ali trasparenti..... e poi vai a usarli e devi metterti 5 salvaslip sotto che sennò se chiudi le cosce sono cazzi tuoi. Merda, volete fare un assorbente che assorba??????
+ i vicini di casa. Già le riunioni di condominio sono un raduno mensile di vecchi rompipalle, ci si mettono pure i figli dei vecchi decrepiti a fare casino alle due del pomeriggio, rovesciandosi addosso pentole e armadi. Per non parlare del porco con il naso rifatto del piano di sopra che la deve smettere di fare i film porno la domenica mattina altrimenti gli prendo a sassate l'harley e la tappezzo di assorbenti usati.
+ gli amici dell'uomo. Ovvero le sanguisughe che hanno preso casa nostra per un centro sociale autogestito (da loro) e sono convinti che la porta è sempre aperta. Ovvero gli amici che non ti si inculano per mesi e poi quando hanno un segreto inconfessabile lo dicono PURE a te perchè tu in quel caso rientri nella schiera degli amici. Fottetevi stronzi!
+ i milanesi. Non me ne vogliano i milanesi, qualcuno a cui voglio bene c'è.... ma ultimamente non faccio che incontrare milanesi di merda che mi guardano dall'alto in basso con espressioni da fotomodello imbarazzato, che mi parlano con quell'accento ridicolo da film di De Sica e che si credono dio. Avessero un bel culo! Tu sai che sto parlando di te, spero che ti cada una tegola sul braccio destro e una sul sinistro così mi prendo la vendetta della scrittrice.
+ i passeggeri dell'aereo. Insopportabili e stupidi fino all'esasperazione, io odio andare in aereo. Iniziano a urtarmi da quando entro in aeroporto e il culmine arriva quando si sentono in dovere di scartare quelle puzzolenti e vomitevoli salviettine umidificate e passarsele in ogni angolo non arieggiato del corpo. Che schifo! Un minimo di pudore, un minimo di buona educazione! Che cazzo credi che usando quelle salviettine ti fai figo?
+ le ragazzine di 13 anni. E quelle fino ai 23, mi stanno sul cazzo, tutte senza eccezioni. Perchè si vestono come delle troie, perchè non hanno un minimo di cervello, perchè o sono depresse rincoglionite e balbuzienti o sono bionde coi vestiti firmati e un pelo tra le gambe. Poi si atteggiano come se ce l'avessero rasata, ma se fossi Dio saprei io come fargli tornare il buonsenso a queste galline!
+ vasco rossi. e non rompete il cazzo dicendo che ho detto un'eresia perchè a me VASCO ROSSI mi STA sulle PALLE vabbene?
+ la omnitel. Spero che vada in fallimento visto che 5 sms su 10 me li perdono nell'etere. Ignoranti.
+ quelli che frequentano il Luneur dell'Eur. Appunto. Fate veramente ribrezzo, tutti quanti visto che siete talmente indistinguibili che mi tocca fare di tutta un'erba un fascio. Qualcuno c'è mai stato di sera? Perdio, non si distinguono i maschi dalle femmine, okkei che si è al luna park ma quelli sono più adatti al circo dei cretini. E poi ti guardano male perchè TU non hai la felpa della Lonsdale, i capelli da albanese, la cinta bianca e i jeans della diesel!!!!!!!!!!!!!!!! Ahhhhhh andate a scuola mostriciattoli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
+ il muro portante della cucina. Mi sta sul kazzo, lo odio! GGGGGGGGGRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
e adesso apro la finestra e sparo ai passanti, degna conclusione di questo sfogo no?
CyberPussy at
18:19 | commenti (12) |
delirium
I could be wrong
I could be right
I could be wrong
I could be wrong
I could be right
I could be black
I could be white
I could be right
I could be wrong
I could be white
I could be black
Your time has come
Your second skin
The cost so high
The gain so low
Walk through the valley
The written word is a lie
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
I could be wrong
I could be right
I could be wrong
I could be right
II could be wrong
I could be right
I could be wrong
I could be right
could be black
I could be white
I could be right
I could be wrong
I could be black
I could be white
They put a hot wire to my head
Cos of the things I did and said
They made these feelings go away
Model citizen in every way
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
I could be wrong
I could be right
I could be wrong
I could be right
I could be wrong
I could be right
I could be black
I could be white
I could be right
I could be wrong
I could be black
I could be white
Your time has come your second skin
Cost so high the gain so low
Walk through the valley
The written word is a lie
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
I could be wrong
I could be right
I could be wrong
They put a hot wire to my head
Cos of the things I did and said
They made these feelings go away
A model citizen in every way
Your time has come your second skin
Cost so high the gain so low
May the road rise with you
May the road rise with you
May the road rise with you
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
Anger is an energy
Forse nessuno di voi dopo la caduta dei Sex Pistols, seguì le avventure di John Lydon in ambito musicale. Io non ero nata, ma il post punk negli anni '80 era ancora di attualità e io grazie a mia cugina lo apprezzai precocemente.
Mia cugina scappò di casa anni fa, vittima di una di quelle situazioni che solo l'ignoranza porta: figlia di un padre sconosciuto, abbandonata da sua madre in casa dei nonni, rifiutata dal patrigno tedesco, trovava l'unica via di fuga nella musica.
Mi faceva ascoltare lo street rock dei Guns'n'Roses, degli Skid Row, il post punk di Siouxsie e le sperimentazioni di Ziggy Stardust. Mi fece scoprire il pop senza pretese dei New Kids On The Block, i primi Roxette, il periodo più glam dei Duran Duran ma soprattutto, mi fece ascoltare RISE.
Oggi mia cugina dopo aver viaggiato in Europa alla ricerca di qualcosa di stabile, lavora a Trieste e si è fidanzata. Non la vedo da anni e lei da anni non mi cerca. L'unica cosa che ricordo delle estati passate insieme è l'odore della sua camera, i capelli rossi (tantissimi) e gli occhi verdi che sorridono davanti al poster di Slash. Però mi ricordo anche lo stupore quando per la prima volta sentii Rise e mi fece scoprire i Public Image Limited.
Li dimenticai per parecchi anni, presa com'ero da altre musiche, finchè quando superai il mio periodo più punk e mi rasai la cresta, trovai un amico con una milionaria collezione di cd. Tra questi ne tirò fuori uno. "Album" si chiama.
Ed ecco che le casse sparano fuori le prime note di Rise e io comincio a piangere, chiedendomi come ho fatto a dimenticare questa canzone e come ho fatto a dimenticare mia cugina e le estati passate insieme.
Non sono durati tanto i PIL, solo i primi anni degli '80, ma hanno lasciato queste note che per me sono tra le più belle della musica.
Mi ricordano cose belle e brutte, oggi hanno più valore perchè a distanza di anni, quando ascolto Rise, c'è sempre un'emozione disturbante in fondo al cuore che viene fossilizzata, come per magia, dalle parole della canzone.
E ogni volta diventa sempre più pesante, con nuovi significati e nuovi valori. Oggi solo il titolo mi fa venire le lacrime agli occhi e mi chiedo perchè le cose cambiano in questo modo, perchè il mondo deve andare avanti e lasciarsi alle spalle tutte le cose belle che si sono vissute.... Perchè non si può rivivere un'estate di 12 anni fa? In tutto questo adesso ascolto Rise e spero che Rosie sia felice!
CyberPussy at
10:46 | commenti (3) |
cazzi miei,
cyber music
lunedì, settembre 27, 2004
cyber music

"Look mummy, there's an aeroplane up in the sky"
Did you see the frightened ones?
Did you hear the falling bombs?
Did you ever wonder why we had to run for shelter when the
promise of a brave new world unfurled beneath a clear blue
sky?
Did you see the frightened ones?
Did you hear the falling bombs?
The flames are all gone, but the pain lingers on.
Goodbye, blue sky
Goodbye, blue sky.
Goodbye.
Goodbye.
Goodbye.
"The 11:15 from Newcastle is now approaching"
"The 11:18 arrival...."
CyberPussy at
17:05 | commenti (5) |
cyber music
venerdì, settembre 24, 2004
Stasera c'è la riunione di condominio e il popolo immagini con quale gioia aspetto le 20,30. Superate le crisi familiari per sottostare agli orari da pensionato degli altri condomini, tutti in faccia ai 762 anni, siamo pronti per la guerra.
Perchè stasera sarà guerra, dura, fredda, spietata. All'ultimo sangue. Le fazioni:
il proprietario camorrista nazista della pizzeria
Cyber e il suo uomo.
Il suo uomo in prima linea che io sono sempre impegnata nel ruolo di segretario d'assemblea, essendo l'unica persona in grado di tenere ancora una penna in mano e che si ricorda di scrivere.
Succederà quindi un finimondo e per darci la carica, sto preparando una ottima cena con gnocchi di patate e finocchi. E non chiedetemi che cazzo c'entrano i finocchi perchè non sono dell'umore giusto.
Il problema con quel camorrista fascista, non è che è fascista, perchè sotto sotto anche io simpatizzo per il White Power. Il suo probelma è che odia noi, nella fattispecie odia ME. Non sono paranoica, anzi sono equilibrata e logica come dice il risultato del test qui sotto (il mio profilo politico).
E' che lui odia i sardi e io le mie origini mica le rinnego! Bastardo.
Comunque basta un voto per fargli andare a puttane il suo progetto di ampliamento della pizzeria; quello del mio uomo. AHAHAHA
Ovviamente lui minaccerà di votare a tutte le altre richieste di utilizzo dello spazio che vuole ottenere.... ma noi gli bloccheremo l'arrogante e stupida protesta con la questione: 'a cretino! o ci paghi 10.000 euro al mese o tu il giardino non lo vedi!
Sono certa che sborserà e finalmente la nostra piccola famiglia non dovrà più pagare il condominio e io gli butterò le secchiate di pipì non solo dalla finestra della mia camera ma pure dall'altro terrazzo. AHAHAHAAH
CyberPussy at 18:47 | commenti (7) |